La storia

Ritratto raffigurante la Regina Margherita di Savoia, moglie del primo Re d'Italia Vittorio Emanuele II
La Regina Margherita di Savoia, moglie del primo Re d’Italia Vittorio Emanuele II

 

In Italia la prima biblioteca per i ciechi sorse a Firenze alla fine del secolo XIX per iniziativa della Regina Margherita di Savoia, ma non riuscì a diventare un punto di riferimento capace di aggregare le richieste delle persone con disabilità visiva del nostro Paese.
Decisivo fu l’intervento, alcuni anni dopo, messo in campo dall’Unione Italiana dei Ciechi che decise di fondare nel 1928, a Genova, la Biblioteca Nazionale per i Ciechi “Regina Margherita”: da allora essa è sempre stata la principale biblioteca al servizio dei ciechi in Italia.

L’idea dei dirigenti dell’Unione era di delegare la raccolta dei libri, la trascrizione degli stessi, il servizio prestito, la gestione del catalogo e della conservazione ad un ente terzo ma comunque collegato ad essa da uno stretto rapporto.

I primi risultati furono soddisfacenti e dopo pochi anni la Biblioteca venne trasferita a Milano dove rimase fino al 1943 quando, per sottrarla ai pericoli della guerra, fu portata a Monza in alcuni locali della Villa Reale, prestigioso immobile inaugurato nel 1780 e che al tempo era la residenza estiva di Casa Savoia. L’intenzione del Consiglio di Amministrazione della Biblioteca era di spostare soltanto provvisoriamente la sede, ma quando presero atto che il palazzo di Milano era stato distrutta dalle bombe quella che doveva essere una sistemazione provvisoria divenne definitiva.

Nel 1996 la sede venne nuovamente spostata, avvicinandola al centro di Monza in un più ampio e moderno edificio. Il patrimonio librario della Biblioteca fu pazientemente creato con gradualità e impegno, poiché i libri per i ciechi realizzati con il sistema Braille dovevano essere copiati dagli originali per poter essere utilizzati dai lettori non vedenti.

Per la realizzazione del proprio patrimonio librario la Biblioteca ricorse, per la trascrizione in Braille, a copisti che utilizzavano la tradizionale tavoletta per la scrittura a mano. In seguito furono impiegate speciali macchine dattilografiche, che resero più confortevole e rapida la trascrizione, sfruttando l’avanzamento delle tecnologie che anche nel campo editoriale hanno avuto un impatto importante. Questo lavoro di copisteria era assai lento e non consentiva la trascrizione di più copie di un’unica opera. Pertanto, la Biblioteca dovette dotarsi di una stamperia vera e propria, dotata di innovativi strumenti tipografici.
Con l’introduzione delle macchine punzonatrici e delle presse per la stampa poté essere realizzata la produzione a grande tiratura di libri e periodici in scrittura Braille. La Biblioteca di Monza divenne così il principale centro di produzione di pubblicazioni Braille in Italia.
Nel 1985 la Biblioteca si dotò della prima punzonatrice elettronica e di una potente pressa automatica in grado di stampare ad altissima velocità.

L’era del computer si impose rapidamente e furono così realizzate le prime stampanti su carta, che rivoluzionarono i procedimenti produttivi del libro Braille. Ad essi si affiancarono, sempre di più, i testi a caratteri ingranditi per ipovedenti e i testi digitali, fruibili questi ultimi con una moltitudine di dispositivi e software che hanno aumentato sempre di più le possibilità di interazione tra la persona e il libro.
Tenere sempre il passo dell’evoluzione tecnologica incrementando costantemente la quantità e la qualità dei libri trascritti divenne uno dei tratti distintivi dell’organizzazione, che tutt’oggi ispira il suo operato.

Lo stesso sito istituzionale sul quale state leggendo questa storia sintetica dell’Ente dà un’idea piuttosto precisa dell’evoluzione recente: l’inaugurazione del Centro di Documentazione Tiflologica e dei Centri di Consulenza Tiflodidattica sul territorio italiano alla fine degli anni ’90, un supporto più marcato all’inclusione scolastica dei giovani con disabilità visiva nel contesto scolastico ed extra-scolastico a partire dai primi anni 2000, la realizzazione di progetti finanziati da realtà nazionali ed internazionali tra il 2005 e oggi, la costituzione del Consorzio Qualità sono solo alcuni esempi di quanto realizzato negli ultimi 25 anni.

Una piccola parte del catalogo di libri in Braille trascritti dal 1928 ad oggi