I fratelli

L'educazione dei figli: questo l'argomento dell'ultima commedia di Terenzio (Adelphoe), rappresentata per la prima volta nel 160 a.C. in una Roma che, dopo la seconda guerra punica, si godeva il suo predominio incontrastato sul Mediterraneo. Il non più tanto giovane Demea ha due figli, Eschino e Ctesifone e decide di educare quest'ultimo a suo modo: con severità e fermezza, secondo i sani principi del mos maiorum, la morale dei padri. Affida invece il primo figlio, Eschino, al proprio fratello Micione, uno scapolo di mezza età che chiude volentieri un occhio sull'esuberanza del giovane nipote. Se diverso è il carattere di Demea e Micione, diverso è anche quello di Eschino e Ctesifone - o così almeno sembra all'inizio, perché poi la vicenda prenderà una piega inaspettata, tanto da portare a un finale curioso e, per certi aspetti, problematico.
LETTERATURA e Teatro
Terenzio Afro Publio
Tascabili Bompiani
Braille e Edizione per ipovedenti
1996
1
163
Opera in prestito, Opera in vendita